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Venerdì 04 Dicembre 2020
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Turbogas Stampa

Tratto da bim-teramo.it le considerazioni del Presidente della Provincia Ernino D'Agostino:

Articolo1:

Nella seduta di ieri, il Presidente della Provincia Ernino D’Agostino ha relazionato al Consiglio provinciale sull’attività svolta dalla società consortile Agena, l’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente di cui è amministratore unico e che raggruppa la Provincia ed altri enti pubblici e turbogasprivati.
Al termine della relazione, che ha evidenziato i punti più qualificanti del programma che si sta portando avanti, D’Agostino ha ribadito la posizione assunta in merito all’ipotesi di realizzare una centrale a ciclo combinato, nota anche come centrale turbogas, nel territorio di Rapino. Opera per la quale è in corso una procedura autorizzatoria presso il Ministero delle Attività produttive e di cui si è recentemente discusso in Consiglio comunale a Teramo.
“Fino a quando il piano energetico non sarà approvato – ha detto D’Agostino – riteniamo che ci sia una moratoria circa la localizzazione di impianti di questa natura e dimensione nel territorio provinciale. L’eventuale realizzazione di una centrale a ciclo combinato preoccupa per il possibile impatto ambientale su una zona che, al contrario, vogliamo valorizzare. Prima di assumere una qualsiasi decisione, è necessario analizzare i fabbisogni energetici del territorio ed elaborare una programmazione di ampio respiro che tenga conto anche dell’utilizzo di fonti energetiche alternative. Auspichiamo che si possa avviare un dibattito ampio e approfondito sulla questione, in modo che l’intero consiglio provinciale possa condividere la posizione resa nota nei giorni scorsi e contenuta nello stesso programma di questa amministrazione”.

Articolo2:

Dopo un lungo dibattito, al quale hanno assistito numerosi cittadini, rappresentanti di associazioni e partiti politici, ieri sera il Consiglio prturbogasovinciale ha approvato - con il voto contrario dell’opposizione e l’astensione del Movimento civico territoriale - un ordine del giorno in cui impegna il Presidente Ernino D’Agostino a dichiarare la netta contrarietà all’ipotesi di realizzare una centrale a ciclo combinato di 980 megawatt, più nota come centrale turbogas, nella zona di Rapino, frazione del Comune di Teramo.
Sul progetto, presentato dalla società “Sithe Global Italia”, si è già svolta il 14 ottobre, presso il Ministero delle attività produttive, una prima conferenza di servizi per l’avvio del procedimento di autorizzazione.
La posizione di contrarietà, come si legge nel documento proposto dallo stesso Presidente D’Agostino e dal Presidente del Consiglio Ugo Nori, si basa sui seguenti elementi:
- il contesto generale della produzione energetica in provincia di Teramo, in cui sono già presenti impianti idroelettrici con potenza di 700 megawatt, “che hanno determinato conseguenze pesanti sull’ambiente e sull’assetto idrogeologico delle aste fluviali e della costa”;
- il fatto che “non esistono in Abruzzo ed in provincia di Teramo impianti di produzione energetica alimentati da olio combustibile, che richiedano la sostituzione con impianti a ciclo combinato alimentati dal gas metano”;
- l’impatto “che la realizzazione della centrale avrebbe sullo sviluppo economico del territorio, con particolare riferimento alla valorizzazione turistica dello stesso (adiacenza con il Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga) ed alla promozione delle produzioni agro-alimentari tipiche e di qualità”;
- i rischi “di inquinamento atmosferico ed acustico e di deterioramento ambientale che, date le dimensioni e le caratteristiche dell’impianto, si determinerebbero su ampia scala nell’area territoriale della Val Vomano”;
- i vincoli “paesistici, ambientali ed idrogeologici che riguardano il sito proposto, nonché l’impatto territoriale e paesistico di un impianto di così rilevanti dimensioni”.
Con l’approvazione dell’ordine del giorno, inoltre il Consiglio ha impegnato i competenti settori dell’Ente ad approfondire l’analisi tecnica “al fine di formulare un parere completo, da rimettere alla Regione Abruzzo e al Ministero delle Attività produttive”.

 

 

 
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